Christopher J Stoke
È nata a Roma “Studi senza frontiere” una onlus che ha l’obiettivo di sostenere studenti provenienti da Paesi in conflitto o in grave crisi politica, ove risulta impossibile l’esercizio del diritto allo studio. L'Associazione nasce nell'ambito della rete internazionale di Etudes sans Frontières (ESF), attiva in Francia dal 2003, ove ha finanziato interi percorsi di studio universitari o post-universitari di studenti ruandesi e ceceni, favorendo il loro rientro nel Paese di origine e, muniti delle competenze necessarie, il loro impegno nella ricostruzione e nella diffusione della cultura e dei diritti umani. A oggi ESF è presente anche in Belgio, Canada e Spagna.

L’associazione gode dell’appoggio di un comitato d’onore di livello internazionale: Bernard H. Levy, Alain Touraine, Jack Lang, Bernard Kouchner, Kerry Kennedy, Pierre Hassner, Walter Veltroni, Rita Levi Montalcini, Gustavo Zagrebelsky, Angelo Falzea, etc..

La nascita di ESF in Italia è un’iniziativa importante che contribuisce in modo costruttivo il processo dell’educazione alla pace. Abbandonare a se stessi gli studenti di un paese in crisi costituisce infatti uno dei maggiori ostacoli alla diffusione di una pace duratura e alla ricostruzione del paese su basi democratiche. Aiutare questi giovani a continuare gli studi rappresenta una condizione essenziale per la rinascita del tessuto sociale dei loro paesi e per la formazione di una classe dirigente che sia in grado di risolvere i tanti problemi di una società post-bellica”

L’associazione si propone di:

  • finanziare percorsi di studio in università italiane di studenti provenienti da Paesi in situazione di conflitto o in grande difficoltà politica;
  • sostenere, ove possibile, l'istruzione direttamente nei paesi in crisi, portando un aiuto concreto agli insegnanti ed agli studenti;
  • contribuire allo sviluppo di una rete internazionale di scambi universitari;
  • sensibilizzare l'opinione pubblica ai temi della formazione.I primi progetti in cui l’associazione è impegnata sono in Cecenia e in Ruanda.
L’associazione ha scelto di partire dalla Cecenia perché i giovani di questo paese sono le principali vittime delle violenze dei soldati e il bersaglio del proselitismo della guerriglia integralista. Il campus universitario di Grozny, che prima della guerra ospitava cinquemila studenti, oggi ne conta poche centinaia. Nel 1996, subito dopo la fine della prima guerra, il leader indipendentista ceceno Aslan Mashkadov chiese alle università straniere di accogliere studenti ceceni per consentire loro di portare avanti gli studi. Il suo appello non venne raccolto da nessun ateneo. Risposero invece l’Arabia Suadita e il Pakistan, che invitarono centinaia di giovani ceceni che, al loro ritorno in patria, contribuirono fortemente alla diffusione di un  integralismo islamico estraneo alle tradizioni cecene. Accogliere questo appello e permettere che giovani ceceni studino nelle università italiane darà loro modo, al termine degli studi, di tornare nel loro paese per avviare progetti culturali, sociali ed economici volti a promuovere la democrazia e la pace in Cecenia.

Il progetto in Ruanda nasce dalla volontà di sostenere le numerose comunità di orfani che si sono formate a seguito del genocidio che ha sconvolto il Paese nel 1994 e che sono guidate da un "orfano capo famiglia".

Questi capi famiglia sono generalmente giovani donne. Hanno tra i 15 ed i 30 anni.

Il caso di queste orfane è emblematico della situazione generale del Ruanda. A seguito del genocidio le donne hanno in gran parte preso in mano la ricostruzione del paese. Occupano il 50% dei seggi in Parlamento (il tasso di rappresentanza femminile in Parlamento più alto al mondo). La ragione di questo fenomeno è sia nel funzionamento tradizionalmente matriarcale della società ruandese, sia nella logica del genocidio del 94. Le donne sono sopravvissute in numero maggiore agli uomini perché erano considerate meno "pericolose". L’obiettivo del progetto "madri orfane" consiste nel facilitare l’accesso alla formazione delle madri “capo famiglia” e quando è necessario, dei membri della famiglia stessa.


Per sostenere i progetti di Studi senza Frontiere onlus è possibile fare una libera donazione tramite
Bonifico bancario: Banca Popolare Etica
c/c 00000119045 intestato a Studi Senza Frontiere ONLUSCIN Y  ABI 05018  CAB 03200 
IBAN: IT 52  Y050  1803  2000   0000 0119 045


VAI AL SITO: www.studisenzafrontiere.org
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